L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio sanitario pubblico gratuito, progettato per fornire cure e supporto professionale a domicilio a persone che, per motivi di salute, non possono recarsi autonomamente presso strutture ambulatoriali. In Regione Lazio, l’ADI è attiva in tutte le ASL e rappresenta una risorsa fondamentale per migliorare la qualità di vita di pazienti fragili, cronici o non autosufficienti. Vediamo insieme come funziona, a chi è rivolta e come accedere al servizio.
Cos’è l’ADI e perché è gratuita
L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è un servizio del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che garantisce cure sanitarie e socio-assistenziali direttamente al domicilio del paziente. È completamente gratuita per chi ne ha diritto, in quanto finanziata con fondi pubblici regionali e nazionali.
Il servizio nasce per evitare ricoveri ospedalieri non necessari, favorire la permanenza a casa e garantire la continuità delle cure. Il paziente può ricevere cure infermieristiche, fisioterapiche, mediche e assistenza da operatori socio-sanitari, secondo un Piano Assistenziale Individualizzato (PAI).

Requisiti per accedere al servizio nel Lazio
In Regione Lazio possono accedere al servizio ADI:
- Persone anziane o fragili con limitata autonomia
- Pazienti con malattie croniche o degenerative
- Persone disabili o con mobilità compromessa
- Pazienti in fase post-ospedaliera che necessitano di riabilitazione o assistenza continuativa
Per l’attivazione è necessario che il Medico di Medicina Generale (MMG) o lo specialista ospedaliero compili una richiesta, che viene inviata alla ASL di riferimento per la valutazione da parte del CAD (Centro Assistenza Domiciliare).
Quali ASL e distretti sono coinvolti
Il servizio ADI è attivo in tutte le ASL della Regione Lazio, suddivise in distretti sanitari che coprono capillarmente il territorio. Tra le principali ASL coinvolte:
- ASL Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5 e Roma 6
- ASL di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo
Ogni ASL ha più CAD di riferimento, che si occupano della presa in carico del paziente, dell’attivazione del servizio e della supervisione dei piani assistenziali. Le prestazioni vengono erogate direttamente o tramite enti accreditati, in collaborazione con il SSN.
Quali trattamenti si ricevono a casa
Tramite l’ADI, i pazienti ricevono una vasta gamma di trattamenti e interventi sanitari direttamente a domicilio, tra cui:
- Prestazioni infermieristiche: medicazioni, somministrazione terapie, controllo parametri vitali
- Supporto medico e palliativo
- Fisioterapia e riabilitazione motoria
- Assistenza socio-sanitaria (igiene personale, supporto alla deambulazione, ecc.)
- Gestione di stomie, cateteri, PEG
- Prelievi ematici e controlli diagnostici
- Educazione sanitaria per pazienti e caregiver
Ogni intervento è stabilito nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), condiviso tra medico, CAD, paziente e familiari.

Enti accreditati come ADI Salus: il ruolo
In Regione Lazio, l’erogazione dell’ADI è spesso affidata a enti accreditati, ovvero strutture private o cooperative convenzionate con il SSN, che operano sotto il controllo della ASL. ADI Salus, ad esempio, è uno degli enti accreditati attivi sul territorio, con personale qualificato e autorizzato a fornire servizi domiciliari nel rispetto dei protocolli regionali.
Il ruolo di questi enti è fondamentale perché:
- Permette una maggiore capillarità del servizio
- Riduce i tempi di attesa
- Offre professionalità specializzate nella gestione di pazienti complessi
- Collabora attivamente con MMG e CAD nella definizione e nell’attuazione del PAI
Grazie a realtà come ADI Salus, il servizio domiciliare diventa più efficiente, tempestivo e centrato sui bisogni reali del paziente.
In conclusione, l’ADI nella Regione Lazio è uno strumento concreto di supporto alla salute, pensato per rispondere alle esigenze delle persone più fragili, direttamente a casa loro. Un servizio gratuito, accessibile e costruito sulla collaborazione tra medico, famiglia, ASL e operatori sanitari accreditati.
Per attivarlo, rivolgiti al tuo medico di base o contatta il CAD della tua ASL di appartenenza.

