Quando una persona viene dimessa dall’ospedale, spesso non è ancora completamente autonoma. In questi momenti, la continuità assistenziale dopo la dimissione è fondamentale per garantire la sicurezza del paziente e favorire una guarigione efficace, evitando complicazioni o nuovi ricoveri.
L’assistenza domiciliare integrata (ADI) rappresenta la risposta ideale per proseguire le cure a casa con il supporto di professionisti qualificati.
Il rientro a casa dopo un ricovero
Il ritorno a casa, dopo un periodo in ospedale, è sempre un momento delicato. Il paziente può presentare:
- ridotta autonomia,
- bisogno di medicazioni o terapie,
- necessità di monitoraggio costante,
- difficoltà nella gestione quotidiana.
Anche i familiari possono sentirsi impreparati ad affrontare le nuove esigenze assistenziali. Per questo è importante non lasciare che il paziente affronti da solo il passaggio dall’ospedale alla propria abitazione, ma pianificarlo in modo organizzato.
La continuità delle cure è essenziale per evitare rischi, come:
- infezioni,
- ricadute,
- peggioramento clinico,
- ri-ospedalizzazione.

Cosa fare per attivare l’assistenza domiciliare
Per attivare l’assistenza domiciliare integrata (ADI), il percorso è semplice. Ecco i passaggi principali:
- Valutazione dei bisogni: Durante o subito dopo il ricovero, il medico ospedaliero o il Medico di Medicina Generale (MMG) valuta se il paziente può beneficiare dell’ADI.
- Richiesta al CAD: Il MMG o il reparto ospedaliero invia la richiesta al Centro Assistenza Domiciliare (CAD) della ASL di riferimento.
- Elaborazione del piano assistenziale: Una volta approvata la richiesta, viene definito un Piano Assistenziale Individuale (PAI) che stabilisce interventi, frequenza delle visite e figure coinvolte.
- Assegnazione all’ente accreditato: il paziente sceglie tramite apposito modulo a quale ente accreditato , come ADI Salus, affidare la presa in carico del paziente e del suo piano di assistenza e cura.
- Avvio dell’assistenza a casa: Iniziano le visite di infermieri, fisioterapisti, medici e operatori socio-sanitari, secondo il piano stabilito.
I vantaggi di una presa in carico tempestiva
Attivare rapidamente l’assistenza domiciliare dopo una dimissione ospedaliera permette di:
- Garantire continuità terapeutica
- Ridurre il rischio di complicazioni o cadute
- Evitare nuovi ricoveri
- Favorire un recupero più rapido e sereno
- Alleggerire il carico dei familiari
- Assicurare un monitoraggio costante del paziente
- Offrire supporto per medicazioni, terapie o riabilitazione
Il paziente è seguito nella sicurezza della propria casa, con interventi programmati e coordinati da un’équipe specializzata.
Come funziona il passaggio tra ospedale e territorio
Il passaggio dalla cura ospedaliera a quella territoriale deve essere fluido e organizzato. Ecco come avviene normalmente:
- Il reparto ospedaliero valuta le condizioni cliniche prima della dimissione.
- In caso di necessità, segnala al medico di base o direttamente al CAD la richiesta di attivazione dell’ADI.
- Viene definito un piano di continuità assistenziale, condiviso con la famiglia.
- L’ente accreditato prende in carico il paziente, garantendo l’avvio delle cure a domicilio entro tempi brevi.
Questo lavoro di rete tra ospedale, medico di base, CAD e servizi territoriali assicura al paziente un percorso lineare, senza interruzioni nelle cure.
La continuità assistenziale dopo la dimissione è fondamentale per garantire cure efficaci e sicurezza al paziente fragile. Grazie all’ADI, è possibile ricevere a casa tutto il supporto necessario — dalle medicazioni alla riabilitazione — con l’aiuto di professionisti specializzati. Un percorso ben organizzato permette di ridurre le complicazioni, favorire il recupero e sostenere le famiglie in un momento delicato.
Hai bisogno di attivare l’assistenza domiciliare per un familiare dimesso dall’ospedale? Contatta ADI Salus o visita adisalus.it per ricevere informazioni e supporto.

